frequenza del rapporto sessuale

Nella sfera delle relazioni, la frequenza del rapporto sessuale è spesso oggetto di dibattito.

Per quanto non esista una frequenza ideale, ci sono “numeri” che indicano che il rapporto funziona bene, che l’intimità è sviluppata e vivace.

Anche alcuni studi hanno esaminato l’argomento, cercando di darci qualche indicazione, che speriamo sia rassicurante.

In questo articolo parleremo, dunque, dell’importanza di capire meglio le relazioni. Noterai che non esiste una risposta unica, ma il dialogo e il rispetto reciproco sono fondamentali.

Studi sulla frequenza dei rapporti sessuali

Come abbiamo anticipato, la frequenza dei rapporti sessuali è stata oggetto di diversi studi, che hanno esplorato l’argomento da molteplici prospettive.

Ricerche generiche hanno analizzato vari aspetti di questo tema tanto importante per le relazioni. Ribadiamo che le ricerche hanno evidenziato che non esiste una norma rigida, ma piuttosto un ventaglio di frequenze che possono indicare benessere nella coppia.

Gli studi hanno evidenziato l’impatto del dialogo a due e del rispetto reciproco sulla frequenza dei rapporti.

Da ciò possiamo capire che ogni coppia ha un proprio equilibrio e un proprio modo di affrontare l’intimità.

Frequenza del rapporto sessuale e salute

Il sesso è un elemento fondamentale per il benessere fisico e mentale, regalando piaceri e benefici per la salute. Numerosi studi sottolineano i molteplici vantaggi di una vita sessuale attiva:

Secondo una ricerca condotta dalla Wilkes University in Pennsylvania, fare attività fisica una o due volte alla settimana può migliorare il sistema immunitario.

A tal proposito, va detto che il sesso è anche un’attività fisica che fa bene al cuore e riduce del 45% i problemi cardiaci negli uomini con una vita sessuale regolare.

Inoltre, uno studio dell’Università del Michigan ha rilevato che le donne con una vita sessuale attiva hanno meno probabilità di soffrire di pressione alta.

Ma gli effetti di fare spesso sesso non si fermano qui. In base a uno studio dell’Università di Muenster, fare sesso può aiutare ad attenuare e prevenire l’emicrania e il mal di testa a grappolo grazie alle endorfine rilasciate durante il rapporto sessuale.

Secondo il National Cancer Institute, gli uomini che hanno più di 21 orgasmi al mese hanno un rischio di tumore alla prostata inferiore del 33% rispetto agli altri.

E non è tutto. Le sostanze chimiche rilasciate durante il sesso, come l’ossitocina e la prolattina, possono favorire il sonno e ridurre lo stress. I rapporti sessuali frequenti, poi, possono migliorare la memoria nelle donne (pubblicazione dell’Archives of Sexual Behavior).

E una soddisfacente vita sessuale è associata ad un’autostima più elevata, come rilevato da uno studio pubblicato su Social Psychology and Personality Science.

Infine, uno studio riportato sul The British Medical Journal  dice che fare sesso spesso può aiutare a vivere più a lungo, riducendo del 50% il rischio di morte.

Frequenza dell’orgasmo in uomini e donne

Ma non abbiamo finito con le prove scientifiche e statistiche. Uno studio condotto negli Stati Uniti dal National Survey of Sexual Health and Behavior ha rivelato differenze nella frequenza dell’orgasmo tra uomini e donne durante i rapporti sessuali.

La ricerca ha rivelato che il 91% degli uomini intervistati ha affermato di raggiungere l’orgasmo, contro stime di solo il 64% per le donne. Questo indica una differenza nella percezione del piacere sessuale tra i generi.

Ne è emerso anche che le donne che praticano stimolazione manuale e sesso orale hanno più probabilità di raggiungere l’orgasmo rispetto a quelle che fanno solo sesso penetrativo.

Inoltre, uno studio ha evidenziato che le donne lesbiche hanno una frequenza orgasmica più elevata rispetto alle donne eterosessuali o bisessuali. Questo suggerisce che un maggiore dialogo e intesa sulle preferenze sessuali può influenzare l’esperienza dell’orgasmo, anche nelle relazioni eterosessuali.

Un aspetto interessante è che spesso gli uomini sovrastimano la frequenza con cui le loro partner femminili raggiungono l’orgasmo. Allo stesso tempo, molte donne a volte fanno finta di raggiungerlo per preservare l’autostima del partner o per terminare l’atto sessuale.

Ma innanzitutto la ricerca ha evidenziato l’importanza del dialogo nelle relazioni intime. Le donne che si sentono libere di esprimere le loro fantasie sessuali, comunicare i loro desideri e sperimentare diverse pratiche sessuali sono più predisposte a raggiungere l’orgasmo.

Cosa succede quando non si hanno rapporti sessuali per lungo tempo?

Va detto che non avere rapporti sessuali per molto tempo può influire sulla salute fisica e mentale di uomini e donne, sia per scelta che per circostanze esterne. Secondo uno studio riportato da Bild, molte donne tra i 29 e i 39 anni scelgono di non fare sesso. Questa scelta è motivata dal desiderio di evitare relazioni brevi e poco soddisfacenti.

Ma le conseguenze di questa scelta per entrambi i sessi sono molteplici:

L’astinenza sessuale può influire sulle prestazioni sessuali e sulla salute generale. Nelle donne, può causare il rilassamento dei tessuti vaginali, portando a una perdita di tono muscolare. L’idratazione della zona genitale diminuisce, rendendo la lubrificazione più complicata e l’orgasmo meno accessibile.

Dal punto di vista psicologico, l’astinenza può causare un calo di endorfine e ossitocina, gli “ormoni della felicità“, influenzando l’umore, aumentando lo stress e l’ansia.

Per gli uomini, la mancanza di rapporti sessuali può portare a conseguenze fisiche come le polluzioni notturne. E una mancanza prolungata di attività sessuale può far invecchiare precocemente l’apparato genitale, con possibili impatti a livello psicologico e neurologico e in generale sulla qualità delle prestazioni sessuali.

Inoltre, nelle coppie, l’astinenza dal sesso può causare frustrazioni e crisi di relazione. È, quindi, importante che la coppia dialoghi sinceramente sulle preferenze sessuali e mantenga una vita sessuale soddisfacente per preservare la salute della coppia e di ognuno.

Quante volte a settimana fare sesso in base all’età

La frequenza del sesso varia naturalmente nelle relazioni, con una maggiore intensità iniziale che si riduce nel tempo nelle coppie stabili. Si tratta di un processo fisiologico comune.

Non esistono regole fisse, dipendendo dalle abitudini, dallo stile di vita e dall’età. La chiave è trovare un equilibrio che soddisfi entrambi i partner, senza cercare di conformarsi a standard esterni.

L’analisi della propria relazione e la comprensione dei cambiamenti nel tempo sono fondamentali, evitando l’ansia e accettando le trasformazioni.

Frequenza del rapporto sessuale tra i 18 e i 30 anni

Tra i 18 e i 30 anni, gli esperti consigliano di fare sesso circa 112 volte all’anno, ovvero due volte a settimana in media.

Ma è importante evidenziare che queste indicazioni possono variare a seconda delle preferenze e dei ritmi di ciascuna coppia.

Va anche detto che, nonostante l’età, le prestazioni sessuali non sempre soddisfano le aspettative, e in queste situazioni, esplorare prodotti che migliorano l’esperienza può essere una scelta sensata.

Gli ausili come gel stimolanti per lui o per lei o ritardanti per uomo possono aiutare a gestire e prolungare l’eccitazione, migliorando la qualità del rapporto.

In ogni caso, è fondamentale comunicare apertamente con il partner per comprendere le esigenze reciproche e trovare soluzioni che contribuiscano al benessere sessuale della coppia.

Frequenza del rapporto sessuale tra i 30 e 50 anni

Tra i 30 e i 40 anni, la frequenza dei rapporti sessuali può variare notevolmente. L’età dovrebbe essere un’opportunità per sviluppare una maggiore coscienza di sé e una comprensione più profonda del proprio corpo, contribuendo a un’esperienza sessuale appagante. In questa fase della vita, gli esperti consigliano di avere una media di 86 rapporti sessuali all’anno, cioè circa 1,6 volte alla settimana.

Tra i 40 e i 50 anni, la frequenza dei rapporti sessuali può sperimentare ulteriori variazioni. Gli studi suggeriscono una media di 70 incontri sessuali all’anno, corrispondente a circa una volta alla settimana.

È importante evidenziare che la regolarità continua a essere fondamentale durante questa fase della vita. Mantenere un ritmo costante, che sia due volte a settimana o una volta, contribuisce al benessere della coppia.

Con l’età, la conoscenza reciproca delle esigenze sessuali e l’adattamento ad esse diventano ancora più cruciali. La qualità dell’esperienza sessuale rimane prioritaria rispetto alla quantità, enfatizzando il valore di una connessione intima e appagante tra i partner.

Frequenza dei rapporti dopo i 60 anni

Dopo i 60 anni, la frequenza dei rapporti sessuali scende, stabilizzandosi a una media di 0-1 rapporti a settimana.

Questo calo è spiegato principalmente dalla stabilità delle relazioni di lunga data in cui le coppie possono sperimentare una sorta di stanchezza dovuta alla routine.

Questo calo può essere attribuito in buona parte al declino alla fisiologia maschile. In particolare gli uomini, invecchiando, possono impiegare più tempo a recuperare energie e desiderio dopo l’orgasmo, influenzando la frequenza dei rapporti.

Ma è essenziale notare che la frequenza dipende anche dalla salute generale. In presenza di disturbi sessuali come la disfunzione erettile legata all’età o a patologie, è possibile considerare l’uso di creme per favorire l’erezione duratura.

Ma a prescindere da stime e studi, ricordiamo che è più importante avere un’esperienza sessuale piacevole e di qualità piuttosto che concentrarsi sulla quantità. Questo è l’ingrediente fondamentale per il benessere e il legame emotivo tra i partner.